Corte penale: accordo a Bruxelles

I ministri degli Esteri europei hanno raggiunto a Bruxelles un accordo di compromesso che permette all'Unione di assumere una posizione comune a 15 nei confronti degli Usa sulla questione della Corte penale internazionale (Cpi).

L'intesa evita una rottura del fronte europeo in un contenzioso che nelle ultime settimane ha creato forti tensioni fra la Ue e gli Usa, che chiedono l'immunità delle proprie truppe all'estero dalla perseguibilità della Corte. La soluzione concordata apre la strada ad accordi bilaterali dei singoli Stati membri con gli Stati Uniti, ma fissa alcuni principi-guida cui tutti i Paesi dovranno attenersi nel raggiungere intese con Washington per tutelare la credibilità della Corte.

Il testo approvato dai ministri Ue sottolinea che «concludere accordi con gli Stati Uniti nella forma in cui sono attualmente abbozzati sarebbe incoerente con gli obblighi che i Paesi membri della Ue si sono assunti in seno alla Corte penale internazionale». Ecco dunque la necessità di intervenire per stabilire alcuni principi irrinunciabili. Il primo è quello di una garanzia di non impunità: gli Usa devono impegnarsi a perseguire e punire cittadini e soldati americani che abbiano commesso reati rilevanti ai fini delle competenze della Cpi. In cambio, gli europei sono disposti a non estradarli alla Corte dell'Aja. Il secondo principio è che i cittadini europei in Usa non siano immuni dalla perseguibilità della Corte. Le proposte americane per le intese bilaterali prevedono infatti una reciprocità: l'Europa non consegna americani alla Cpi e viceversa. Ma la Ue ritiene che una clausola del genere svuoterebbe gli impegni presi ratificando il Trattato. Il terzo è che le immunità riguardino solo gli americani che si trovano sul territorio di un Paese europeo nello svolgimento di una missione o un compito ufficiale per conto dell'Amministrazione Usa. L'accordo in seno alla Ue è stato raggiunto oggi superando le resistenze della Germania, che non riteneva necessari accordi bilaterali con gli Usa. Ora la posizione comune europea sarà comunicata agli Stati Uniti nella speranza che il contenzioso possa chiudersi.

Ansa 30 settembre 2002, ore 16.30