Con i Programmi Interuniversitari di Cooperazione (PIC), preziosa eredita' del vecchio Erasmus e fiore all'occhiello dell'Europa accademica, si supera la dimensione individuale della formazione a dodici stelle. Il traguardo e' un sistema di rapporti stabili fra dipartimenti, facolta' e atenei di diversi paesi, nel campo della didattica. Ed anche del reciproco riconoscimento accademico. Quasi un corso di laurea transnazionale in fase di gemmazione.
PIC, CHI E' COSTUI?
Per fare un PIC ci vogliono almeno tre "istituzioni" di livello universitario (dipartimenti, atenei, ecc.), di cui una con funzioni di coordinamento (e con un docente coordinatore). Insieme, i partner possono dar vita a cinque azioni concordate:
1) scambi di studentesse e studenti, nei modi e con gli obiettivi indicati al punto "dalla parte delle sudentesse e degli studenti": periodi di studio ed esami (o preparazione di tesi) presso un ateneo ospite riconoscimento da parte dell'universita' di origine borse di studio.
2) scambi di docenti. I professori delle istituzioni partecipanti tengono lezioni o altri tipi di corsi presso i partner, conseguendo due risultati: i corsi delle singole istituzioni si europeizzano; ogni tanto, al posto del/la tuo/a prof., sulla cattedra ne compare uno/a inglese o tedesco, che magari non parla l'italiano. Cosė, invece di spostarti tu all'estero, la scienza viene da te. Un altro modo di concepire la mobilita'. 3) promozione del sistema ECTS, che permette a stedentesse e studenti di spostarsi in piu' universita' dell'Unione e facilita il riconoscimento dei risultati ottenuti negli atenei partner.
4) sviluppo in comune di programmi di insegnamento. Per esempio, docenti di Palermo e colleghi di Uppsala (Svezia!) concordano un curriculum di studio per vichinghi e siculi. E per parlarsi meglio mettono a punto una rete informatica, se non un filo diretto, su video o in voce, per l'insegnamento a distanza.
5) programmi intensivi, di breve durata, compresi corsi estivi, per STUDENTESSE E STUDENTI di diversi Stati membri. La parola d'ordine e': tempi stretti e fatica molta. In pratica, tutte/i insieme, proff. e allieve/i delle istituzioni partecipanti convergono in un'unica localita' (che puo' variare con gli anni) per discutere di temi specifici. Meglio ancora se su argomenti nuovi o in evoluzione.
Il filosofo conclude: metti piu' Europa in tutte le discipline (potresti ottenere Ecu aggiuntivi); impara e insegna di piu' sull'unificazione europea (idem); impara le lingue come parte integrante dei programmi di studio.