Di che si tratta?
Il Fondo europeo di sviluppo regionale è il principale strumento finanziario attraverso il quale l'Unione europea interviene per ridurre gli squilibri regionali esistenti al proprio interno. Queste, in particolare, sono le aree d'intervento che il Fesr copre insieme ad altri Fondi strutturali comunitari (Fondo sociale europeo; Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia sezione orientamento):
Quali Azioni sono previste?
Il Fesr può contribuire al finanziamento di una cospicua serie di Azioni:
·investimenti produttivi che permettano di mantenere o creare posti di lavoro durevoli; · investimenti nel settore delle infrastrutture;
Finanziamento
Le sovvenzioni a fondo perduto concesse dal Fesr e il cofinanziamento degli interventi non superano il 75% del costo complessivo dei progetti. Almeno il 50% delle spese è a carico dell'autorità pubblica nelle regioni Obiettivo 1, mentre nelle altre il tasso di intervento può raggiungere il 50% del costo complessivo e almeno il 25% delle spese è a carico dell'autorità pubblica.
Base giuridica
Regolamenti (Cee) nn. 2081/93, 2082/93 e 2083/93 di revisione della riforma dei Fondi strutturali (in Guce L 193 del 31.7.1993).
E ora passiamo a illustrare nel dettaglio gli Obiettivi 1 e 2, nonché le Azioni pilota, contemplati dal Fesr: Obiettivo 1
Obiettivo 2
Obiettivo 1 Sono previsti investimenti dell'insieme dei Fondi strutturali comunitari (Fers, Fse, Feaog-Orientamento e Sfop) nei seguenti settori:
Lo stanziamento comunitario globale relativo all'Obiettivo 1 - Italia (1994/99) ammonta a 14.860 milioni di Ecu (9.660 milioni Fesr, 2.739 milioni Fse, 2.228 milioni Feaog-Orientamento e 233 milioni Sfop).
Regioni italiane ammissibili all'Obiettivo 1 per il periodo 1994/99: Abruzzo (sino al 31.12.1998), Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Come funziona questa poderosa struttura?
Lo Stato presenta un Piano di sviluppo regionale in cui sono illustrate le strategie di intervento per il Mezzogiorno d'Italia (periodo 1994/99). La Commissione europea, dopo aver negoziato con le autorità nazionali e regionali interessate, risponde sotto forma di un Quadro Comunitario di Sostegno (Q.C.S.) in cui sono definiti gli Assi prioritari di intervento, le forme di intervento scelte (Programmi Operativi; progetti di ampie dimensioni; sovvenzioni globali, gestite da un intermediario finanziario scelto dallo Stato con il consenso della Commissione), la dotazione finanziaria che la Commissione si impegna a rendere disponibile. Nell'ultima fase lo Stato presenta alla Commissione, che le approva, le forme di intervento scelte (prevalentemente Programmi Operativi).
Cosa sono i Programmi Operativi (P.O.)?
Contengono la descrizione delle azioni proposte e del loro campo di applicazione, gli obiettivi specifici, gli organismi responsabili dell'attuazione, i beneficiari degli interventi e il piano di finanziamento. I documenti di programmazione prevedono interventi cofinanziati anche dal Fse, dal Feaog-Orientamento e dallo Sfop. Dopo l'approvazione dei Programmi le autorità nazionali e regionali procedono all'attuazione degli interventi in essi previsti. Ogni regione del Mezzogiorno è responsabile dell'attuazione di uno o più P.O. Tutti i P.O. regionali sono stati approvati dalla Commissione. Pertanto, chi è interessato a presentare dei progetti dovrà rivolgersi ai responsabili regionali (vedi referenti in Italia). Il Q.C.S. Obiettivo 1 prevede anche l'elaborazione di forme di intervento di cui è titolare l'Amministrazione centrale (prevalentemente P.O.) che sono definite multiregionali poiché interessano l'insieme delle regioni del Mezzogiorno.
In particolare, il Q.C.S. prevede i seguenti Programmi Operativi multiregionali cofinanziati dal Fesr:
Base giuridica
Decisione della Commissione n. 94/629/Ce del 29.7.1994 concernente la definizione del Quadro Comunitario di Sostegno per gli interventi strutturali comunitari nelle regioni dell'Italia interessate dall'Obiettivo 1 (Guce L 250 del 26.9.1994).
Per saperne di più:
DG XVI - Politiche regionali e Coesione
Direzione C, Unità 3 - Italia
rue de la Loi, 200
B-1049 Bruxelles
tel. 0032-2-2955510
fax 0032-2- 2966005
Referenti Fesr in Italia (Obiettivo 1)
Obiettivo 2
Sono previsti investimenti dei fondi strutturali comunitari Fesr e Fse nei seguenti settori:
Lo stanziamento comunitario globale relativo all'Obiettivo 2 - Italia (1997/99) ammonta a 798 milioni di Ecu.
Regioni italiane ammissibili all'Obiettivo 2: Numerosi comuni delle seguenti regioni del Centro-Nord: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.
Come funzione questa poderosa struttura?
Ogni regione, al cui interno sono presenti aree ammissibili all'Obiettivo 2, elabora un Documento unico di programmazione (Docup) che illustra strategie, obiettivi specifici e interventi da realizzare, nonché il relativo piano di intervento. La Commissione europea esamina e approva con decisione i Docup, che prevedono interventi cofinanziati anche dal Fse. Dopo l'adozione della decisione comunitaria ogni regione, che è responsabile dell'attuazione del Docup che ha elaborato, avvia le procedure per la realizzazione degli interventi previsti. Pertanto chi è interessato a presentare progetti deve rivolgersi ai responsabili regionali (vedi referenti in Italia).
Base giuridica
Decisioni della Commissione di approvazione dei Docup per gli interventi strutturali comunitari nelle regioni dell'Italia interessate dall'Obiettivo 2 (Guce L 382 del 31.12.1994).
Referenti in Italia (Obiettivo 2)
Azioni Pilota (Articolo 10)
Il Fondo europeo di sviluppo regionale finanzia anche studi e progetti pilota per elaborare e sperimentare nuovi approcci in materia di sviluppo economico e sociale, nonché per favorire la cooperazione e lo scambio di esperienze tra i protagonisti dello sviluppo regionale e locale.
Quali sono i settori di intervento?
Chi può partecipare?
Le risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale per studi e progetti pilota nel periodo 1995/99 ammontano complessivamente a circa 400 milioni di Ecu.
Stati ammissibili alle Azioni pilota: Gli Stati membri dell'Unione europea e, in particolare, le aree ammissibili agli Obiettivi 1, 2 e 5b;
gli Stati membri dell'Unione europea e paesi terzi dell'Europa dell'Est e del Mediterraneo (per i progetti di cooperazione interregionale extracomunitaria).
Come funziona questa poderosa struttura?
Per ogni tipo di progetti pilota vengono pubblicati dei bandi di gara sulla Guce. Le autorità regionali e locali possono ottenere informazioni supplementari sugli inviti a presentare proposte solo dopo la loro pubblicazione. I progetti devono essere presentati alla Commissione europea che opera una selezione, assistita da un gruppo di esperti indipendenti. I progetti selezionati, a cui sarà concesso un contributo comunitario, dovranno essere realizzati entro due o tre anni.
Base giuridica
Articolo 10 regolamento (Cee) n. 2083/93 che modifica il regolamento (Cee) n. 4254/ 88 recante disposizioni di applicazione del regolamento (Cee) n. 2052/88 per quanto riguarda il Fondo europeo di sviluppo regionale. (In Guce L 193 del 31.7.1993).