Indice
La parità di trattamento tra le donne e gli uomini è un principio fondamentale del diritto. La parità di opportunità tra le donne e gli uomini è elemento integrante di una concezione democratica del vivere civile.
- desegregare il mercato del lavoro in seguito all'applicazione del diritto comunitario, alla promozione di azioni positive e di progetti pilota di parità di opportunità nel campo dell'istruzione e della formazione professionale;
Si noti inoltre che i nuovi regolamenti dei Fondi strutturali, adottati nel 1993, comprendono gli aspetti della parità di opportunità nei nuovi obiettivi dei Fondi oltre a imporre il rispetto del principio della parità di opportunità nell'attuazione delle misure finanziate dai Fondi.
Tuttavia è giocoforza constatare che, in occasione di diverse indagini sull'avvenire dell'Unione, le donne sono state spesso più reticenti ad esprimersi a favore dello sviluppo della costruzione europea.
Il Consiglio ha riconosciuto, e anche di recente al più alto livello, quello del Consiglio europeo, che la promozione della parità delle opportunità costituisce, assieme alla lotta contro la disoccupazione, un compito fondamentale dell'Unione.
Il Comitato economico e sociale, per parte sua, ha incoraggiato attivamente l'Unione nello sviluppo e nell'approfondimento della promozione delle parità di opportunità tra gli uomini e le donne. E' in questo contesto e con tali prospettive che la Commissione si è impegnata a presentare un quarto programma "Parità di opportunità".
Gli interventi da essi formulati in risposta al documento si sono rivelati utilissimi e hanno ribadito l'importanza di preservare e di estendere il patrimonio delle conquiste comunitarie e l'auspicabilità di rafforzare e ampliare ulteriormente le politiche e le attività a livello dell'Unione in un modo maggiormente integrato e concentrato.
1) mobilitare attorno alla tematica della parità di opportunità tutti gli attori socio-economici;
La molteplicità delle iniziative e delle strutture poste in atto in precedenza e che hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo del bagaglio di acquisizioni comunitarie deve fare spazio ad un approccio integrato e ad una gestione razionalizzata dell'azione, suscettibili di meglio assicurare la coerenza e la visibilità della politica comunitaria in materia di parità. E' per tale motivo, ad esempio, che una struttura integrata di "clearing house" o stanza di compensazione (ANIMA) servirà alla promozione dello sviluppo e dello scambio di innovazioni e di buone prassi in vista della realizzazione degli obiettivi del programma. Questa struttura dovrebbe contribuire ad agevolare la diffusione delle informazioni in stretta cooperazione con i previsti centri di informazione a livello nazionale e regionale.
L'azione legislativa comporterà uno sforzo sostenuto per l'adozione delle proposte ancora in sospeso, nella forma più appropriata, compreso il ricorso all'accordo sulla politica sociale annesso al trattato di Maastricht, nonché nuove proposte miranti a integrare e rafforzare il quadro giuridico in materia di parità di opportunità. Il rafforzamento delle condizioni per il pieno esercizio dei diritti sarà volto in particolare a promuovere la dignità delle donne e degli uomini nel luogo di lavoro e nella società in generale.
Onde consentire di misurare i progressi realizzati, sarà posto in atto un dispositivo di monitoraggio, di valutazione e di analisi delle azioni realizzate. Una relazione annuale sulla parità di opportunità costituirà uno degli elementi principali di tale dispositivo.
La democrazia, valore fondamentale dell'Unione europea, richiede l'inserimento di una esplicita dimensione di parità in tutti i programmi, le politiche, le azioni, i quadri finanziari e di sostegno e i sistemi di valutazione della Comunità a livello nazionale, regionale e a tutti gli altri livelli appropriati.
1.1. Promuovere la partnership tra gli attori a livello nazionale e comunitario
Azioni
Il nuovo Comitato consultivo per la parità delle opportunità tra le donne e gli uomini costituirà uno strumento privilegiato della partnership che la Commissione intende sviluppare. La composizione di tale Comitato è stata adattata per far sì che esso associ gli Stati membri, gli organismi nazionali preposti alla parità delle opportunità e le parti sociali.
1.2. Inserire la tematica della parità nel dialogo sociale europeo
Le parti sociali a livello europeo sono state coinvolte in diverse attività riguardanti la parità delle opportunità, compresa l'adozione di un parere congiunto sulle donne e la formazione nel 1993 e un compendio delle buone prassi esistenti nel settore pubblicato nel 1995. Il dialogo sociale avviene a diversi livelli e in diverse forme e attiva diversi processi e strutture. E' importante assicurare che la dimensione della parità si rispecchi adeguatamente in tutte le sfaccettature del dialogo sociale e che i processi di quest'ultimo siano accessibili alle persone maggiormente interessate a far progredire la parità delle opportunità a tutti i livelli. A tal fine sarebbe utile promuovere la conoscenza dei meccanismi del dialogo sociale e del loro possibile impatto in materia di parità.
Azioni
Le parti sociali sono invitate ad esaminare, se lo ritengono opportuno, la possibilità di sviluppare interconnessioni in rete e scambi europei tra i loro funzionari preposti alla parità di opportunità a diversi livelli delle loro organizzazioni ove tali figure siano contemplate, ovvero di designarne qualora non ve ne siano. Tali funzionari fungeranno da punto di riferimento per le organizzazioni sindacali e del padronato nella dinamica del dialogo sociale europeo e del suo impatto sulla parità delle opportunità.
1.3. Sviluppare la partnership a livello regionale e locale
La diversità sociale, storica e culturale delle regioni e dei comuni d'Europa costituisce uno dei suoi numerosi punti di forza. Il contributo attivo delle regioni unitamente agli Stati membri e alle istituzioni della Comunità europea è il loro strumento per far sì che le politiche socio-economiche raggiungano un numero sempre più grande di cittadini. Rafforzare il livello regionale per quanto concerne lo sviluppo economico e l'assunzione di decisioni rientra nella democratizzazione dell'Europa. La partnership tra le regioni e i comuni degli Stati membri e la Commissione europea nel campo della parità di opportunità non è stata sinora sviluppata a sufficienza e dev'essere incoraggiata. Il Quarto programma intende promuovere l'integrazione della dimensione della parità nel livello regionale-locale in tutta l'Unione europea.
Azioni
Il Quarto programma sosterrà, in cooperazione con le competenti autorità nazionali, centri per la parità di opportunità in una o più regioni di ciascuno Stato membro. I centri regionali di informazione sulla parità di opportunità, saranno per la prima volta espressione di una politica regionale europea che terrà conto, mediante misure pratiche, della parità di trattamento tra le donne e gli uomini. I centri regionali per la parità di opportunità costituiranno punti di contatto e d'informazione in merito alle politiche e ai programmi di pari opportunità, alle misure e alle azioni in materia emananti dalle istituzioni europee, nazionali o locali/regionali. Essi si fonderanno sull'esperienza delle "Strategie di animazione nazionale" avviate nell'ambito del Terzo programma d'azione. Questi centri renderanno disponibili e scambieranno informazioni sulle politiche di pari opportunità e in particolare sulla loro componente europea.
1.4. Sostenere progetti integrati in materia di parità
Conformemente alla strategia di partnership che sottende l'insieme del programma e al fine di fondare tale strategia su sperimentazioni e innovazioni concrete suscettibili di alimentare la riflessione e l'azione, la Commissione intende sostenere progetti pilota concepiti per promuovere in modo risoluto, su un determinato territorio, la parità delle opportunità.
Espressione della partnership a livello locale, i progetti dovrebbero mirare a instaurare durevolmente una dinamica di sviluppo della parità di opportunità. A titolo di esempio, imprese o organizzazioni di imprese, organismi di formazione, organizzazioni sindacali e autorità locali potrebbero accordarsi per mettere in comune le loro azioni onde ridurre la segregazione sul mercato del lavoro a livello locale e, tra le altre azioni, consentire alle donne di beneficiare di misure di apprendistato e di accedere all'occupazione in mestieri e settori di attività in cui esse tradizionalmente sono sottorappresentate.
Azioni
1.5. Promuovere un cambiamento di atteggiamenti: l'istruzione, la cultura e i mass media
Nel fatto di tenere il passo con il cambiamento che si registra nella società europea il Libro bianco su "Crescita, competitività, occupazione", il Libro bianco sulla Politica sociale nonché il programma d'azione sociale a medio termine della Commissione identificano un importante sfida. Tenere il passo con il cambiamento significa cambiare non solo strutture e sistemi, ma anche atteggiamenti. La rigidità dei ruoli di uomini e donne sul mercato del lavoro e tra la vita pubblica e quella privata è sopravvissuta ai massicci cambiamenti tecnologici intervenuti nei processi produttivi e nelle comunicazioni che influiscono sull'organizzazione della vita lavorativa.
Azioni
La Commissione si fonderà su iniziative condotte nei campi dell'istruzione, della formazione, della cultura e dei mass media nell'ambito dei programmi esistenti e su iniziative finalizzate a indurre un cambiamento negli atteggiamenti verso una partnership più equilibrata tra le donne e gli uomini nella società europea. Essa sosterrà attività audiovisive e pubblicazioni che promuovano immagini positive del ruolo delle donne e degli uomini nella società. [continua]
Il rispetto della dignità dell'uomo, la partecipazione piena e integrale, su base egualitaria, delle donne alla vita politica, economica, sociale e culturale e ai processi decisionali costituiscono requisiti fondamentali di democrazia.
Quest'anno 1996 in cui si celebra la Quarta Conferenza mondiale della donna, l'Unione deve valorizzare il bagaglio delle acquisizioni comunitarie e ribadire e sviluppare il proprio impegno e il proprio attaccamento ai valori democratici della parità di opportunità.
La Commissione ha confermato di recente, nell'ambito del suo impegno per la democrazia e la realizzazione di una cittadinanza europea, la necessità di varare un testo fondamentale che rappresenti un sommario dei diritti e dei doveri dei cittadini con particolare riferimento alla parità delle opportunità.
L'evoluzione dei ruoli rispettivi delle donne e degli uomini è uno dei principali aspetti dell'evoluzione delle società. Nell'ultimo trentennio la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, l'indipendenza economica che ne deriva, il loro accesso massiccio all'istruzione secondaria e superiore e a campi e settori tradizionalmente maschili sono fenomeni di grande portata e ormai irreversibili. Considerati i mutamenti demografici in corso e soprattutto l'invecchiamento della popolazione, la crescente attività delle donne rappresenta un elemento decisivo per l'economia che deve essere valorizzato nella prospettiva di un'utilizzazione ottimale delle risorse umane. L'impatto di tali cambiamenti sull'organizzazione del lavoro e la necessità di rispondere a nuove esigenze e quindi di sviluppare nuove forme di occupazione sono al centro di qualsiasi strategia dinamica volta a rispondere alle sfide che emergono dalla situazione attuale e dalle prospettive occupazionali.
Al di là della sfera strettamente economica, è il caso di citare anche l'evoluzione demografica e la trasformazione delle strutture familiari, la creazione di nuove partnership tra le donne e gli uomini, l'evoluzione dei ruoli rispettivi dei padri e delle madri, tutti fattori questi che influiscono sui comportamenti collettivi e individuali degli attori socio-economici.
Tuttavia, sussistono numerose situazioni inaccettabili per una democrazia. E'normale che nel 1996, quasi quarant'anni dopo la firma del trattato di Roma, permangano importanti disparità salariali tra uomini e donne? E come non preoccuparsi per l'ingente disoccupazione femminile e per la crescente femminilizzazione della povertà? E' normale che così poche donne partecipino, nell'Unione in generale, alle istanze decisionali? E come si possono tollerare le violazioni alla dignità delle donne, le violenze di cui esse sono oggetto in Europa e nel mondo?
La Comunità ha svolto un ruolo trainante nel fare evolvere lo status della donna nella società. Sulla base dell'art. 119 del trattato che sancisce il principio di parità di retribuzione essa ha innanzitutto posto in modo saldo il principio giuridico della parità di trattamento nella vita professionale e, in ampia misura, in materia di sicurezza sociale.
Consapevole del fatto che la parità di diritto è una condizione necessaria ma non sufficiente della parità di opportunità, la Comunità ha sviluppato parallelamente e progressivamente, soprattutto per il tramite dei suoi tre programmi consecutivi per la parità delle opportunità, un gran numero di azioni volte a promuovere la parità di fatto utilizzando strumenti e mezzi diversificati e complementari culminati nel Terzo programma d'azione. La realizzazione di tale programma ha contribuito a:
- favorire una migliore conciliazione della vita professionale e di quella familiare;
- promuovere l'imprenditorialità femminile;
- favorire l'evoluzione delle mentalità e degli atteggiamenti,
in particolare per il tramite dei mass media e dell'istruzione;
- sviluppare esperienze innovative dei Fondi strutturali e la loro diffusione soprattutto per il tramite dell'iniziativa NOW;
- promuovere una partecipazione più equilibrata delle donne al processo decisionale;
- favorire l'inserimento della dimensione della parità nelle politiche comunitarie pertinenti.
Questo ruolo sostanziale della Comunità è stato ampiamente riconosciuto dalle istituzioni comunitarie e dai diversi organismi pubblici o privati, comprese le organizzazioni non governative, interessati ai problemi delle donne o che ne rappresentano gli interessi, come del resto testimoniano le prese di posizione pervenute all'atto dell'elaborazione del Libro verde e del Libro bianco sul futuro della politica sociale europea e della preparazione del presente Programma.
Mancanza di informazione? Segno di un'inquietudine legata all'evoluzione economica e sociale? Impressione che la vita comunitaria non le riguardasse abbastanza? Idea di non esserne protagoniste? Delusione dinanzi a progressi ritenuti troppo limitati e insufficienti?
L'Unione si sente quindi chiamata in causa e ha preso atto di questa situazione in maniera positiva.
Oltre a portare avanti e ad approfondire le sue attività in materia di parità di opportunità, la Commissione ha ribadito nel suo Libro bianco "Crescita, competitività, occupazione" che una solidarietà fondata sulla parità tra gli uomini e le donne è elemento essenziale di tale trinomio. Negli ultimi mesi ha istituito un gruppo di Commissari sotto l'autorità del proprio Presidente con il compito di stimolare il dibattito in seno alla Commissione e di vigilare affinché la dimensione della parità di opportunità sia inserita in modo trasversale nelle politiche generali e divenga un filo conduttore dell'azione comunitaria. Essa ha inoltre affidato a un gruppo interservizio i lavori preparatori e di monitoraggio di questa strategia. I risultati dei lavori di questo gruppo troveranno espressione in una comunicazione che passerà in rassegna la dimensione "pari opportunità" di tutte le attività della Commissione.
Perseverando nel suo impegno in tale campo, il Parlamento europeo ha stimolato e mobilitato energicamente l'Unione affinché essa intensifichi ed estenda la propria azione nonché il proprio campo d'intervento.
A tal fine essa ha sviluppato un ampio processo di consultazioni sin dalla preparazione del Libro verde e del Libro bianco sull'avvenire della politica sociale europea. Inoltre, in relazione allo stesso Quarto programma, è stato elaborato un breve documento consultivo, "Progressi compiuti nel settore delle pari opportunità", con una descrizione dei principali aspetti del programma, che è stato inviato alla commissione per i diritti della donna del Parlamento europeo, al Comitato consultivo per la parità delle opportunità e per i diritti delle donne, alla Lobby europea delle donne e alle parti sociali.
Tale programma si iscrive nella linea di continuità dell'azione comunitaria in materia e dovrà quindi confermare, consolidare e approfondire le importanti conquiste menzionate precedentemente, ma dovrà anche e soprattutto recare un contributo significativo per risolvere i problemi che ancora esistono e rispondere alle nuove sfide oltre che soddisfare le aspettative e le inquietudini espresse dalle donne.
Bisogna però mettere subito in chiaro una cosa: l'Unione non può e non deve monopolizzare l'azione. Molto dipende dagli Stati membri, dai loro sistemi educativi, dalle loro autorità regionali e locali, dai diversi attori socio-economici, dalle parti sociali, dalle organizzazioni del volontariato, dai mass media e - fatto di non minore importanza - dalla partnership tra gli uomini e le donne.
Tuttavia, forte del patrimonio di conquiste comunitarie acquisite, della propria esperienza e del proprio impegno, la Commissione può e deve, al di là della sua funzione fondamentale di custode dei trattati, sviluppare e ampliare il proprio ruolo di stimolo e di mobilitazione, in particolare assicurando lo sviluppo del diritto in materia di parità, il sostegno e la diffusione di esempi di buona prassi e di buone politiche e la promozione di dibattiti, anche su tematiche delicate e difficili.
Questo orientamento è conforme alle conclusioni della relazione sulla valutazione intermedia del Terzo programma che ha sottolineato la necessità di promuovere attivamente il coordinamento e la complementarità tra la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali e di prevedere disposizioni suscettibili di accrescere le sinergie tra le misure prese a tutti i livelli.
In questa prospettiva e considerati i mezzi a disposizione, la Commissione propone che questo quarto programma costituisca, per il periodo 1996-2000, un quadro d'azione e di riferimento atto a stimolare un'interazione e una partnership a tutti i livelli (nazionale, regionale, locale e comunitario) e in tutti i campi per assicurare l'inserimento della dimensione "parità di opportunità" nell'elaborazione, nell'attuazione e nel monitoraggio di tutte le politiche e di tutti i programmi pertinenti, comunitari e nazionali. E' il cosiddetto principio del "mainstreaming" che sarà sviluppato nel contesto del seguito dato al Libro bianco "Crescita, competitività, occupazione".
In tale contesto le Istituzioni comunitarie vigileranno per migliorare la partecipazione delle donne in tutte le fasi dell'elaborazione, della negoziazione e della decisione delle diverse politiche comunitarie, assicurando in particolare l'accesso equilibrato delle donne ai posti di responsabilità.
Questa logica di integrazione, che prevarrà nell'attuazione del Quarto programma, impone di concentrare l'azione e le risorse su un numero limitato di obiettivi chiaramente identificati selezionati al fine di fornire un effetto moltiplicatore ottimale e la migliore sinergia possibile con le iniziative a tutti i livelli:
2) promuovere la parità di opportunità quale elemento di adattamento del mondo del lavoro ai mutamenti in corso in particolare mediante l'utilizzazione dei Fondi strutturali;
3) stimolare una politica di conciliazione della vita familiare e di quella professionale per gli uomini e le donne;
4) lasciare spazio ad una partecipazione equilibrata degli uomini e delle donne nel processo decisionale;
5) rafforzare le condizioni per l'esercizio, da parte delle donne, cittadine o residente nell'Unione, di un ruolo di cittadine attive;
6) appoggiare l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle azioni condotte per raggiungere gli obiettivi summenzionati.
OBIETTIVO 1
EDIFICARE LA PARTNERSHIP IN UNA SOCIETA' CHE CAMBIA
In che modo l'Unione europea può contribuire al grande compito di far rientrare la parità di opportunità nella pianificazione e nelle politiche come pure in nuovi campi d'azione? Questa è la sfida che si trova ad affrontare il Quarto programma d'azione. Il Programma sosterrà e svilupperà azioni volte a stimolare partner strategici a mettere in comune le loro risorse in uno spirito di collaborazione per inserire la tematica della parità nelle politiche generali. Esso vuole collaborare con tutti gli attori interessati sia a livello europeo che a livello nazionale per coinvolgere le parti sociali e gli attori impegnati nello sviluppo regionale e locale nonché coloro che hanno un effetto moltiplicatore nel determinare l'evoluzione degli atteggiamenti. Esso si fonderà sull'esperienza dei progetti locali volti a promuovere approcci integrati alla tematica della parità di opportunità.
Inserire la dimensione della parità di opportunità in tutti i campi della vita economica e sociale presuppone la mobilitazione attiva di tutti coloro che, a diverso titolo, contribuiscono alla definizione e all'attuazione di politiche e di decisioni suscettibili di avere un impatto in materia. La Commissione intende quindi contribuire, nei limiti delle sue competenze e dei suoi mezzi, a tale mobilitazione e intende in particolare collaborare strettamente con gli Stati membri, le parti sociali e le organizzazioni non governative. In questa prospettiva, essa favorirà la collaborazione tra i diversi attori pertinenti invitando le parti interessate a unirsi attorno a iniziative concrete e a scambiare le loro esperienze nonché, se del caso, a costituire strutture durevoli di partnership. In questa prospettiva la Commissione contribuirà a reperire gli esempi di buona prassi e di esperienze coronate da successo nei settori chiave della parità di opportunità identificati dai programmi precedenti: l'integrazione occupazionale, la conciliazione tra vita familiare e vita professionale, la partecipazione al processo decisionale e l'esercizio dei diritti.
Inoltre, la Commissione contribuirà in ciascuno degli Stati membri al dibattito e all'interscambio sulle questioni legate alla parità di opportunità, in particolare organizzando congiuntamente con le autorità nazionali competenti seminari e incontri d'informazione reciproca. Tali seminari dovrebbero favorire la cooperazione tra le autorità pubbliche, le parti sociali e le organizzazioni non governative.
Essi potrebbero, tra l'altro, agevolare gli scambi di informazioni a livello nazionale, transregionale e transnazionale. Ove le parti sociali lo desiderino si sosteranno programmi di visite di studio per i funzionari nazionali preposti alla parità e i membri delle unità per la parità già designati in alcune organizzazioni delle parti sociali. La Commissione sarà pronta a sostenere tale processo a livello europeo erogando un sostegno e tecnico e finanziario.
La Commissione incoraggerà il monitoraggio delle iniziative e dei programmi comunitari in 'materia di parità nell'ambito del dialogo sociale ai livelli interprofessionale e settoriale.
I centri regionali d'informazione potrebbero collegarsi in rete per assicurare il realizzarsi di un valore aggiunto e di un fertile interscambio tra le azioni.
La creazione di tali centri e la loro connessione in rete potrebbero essere sostenute dal FESR, in particolare nel contesto del suo art. 10, a titolo delle azioni innovatrici nello sviluppo economico e regionale.
Si dovrà assicurare una distribuzione geograficamente equilibrata tra le aree rurali e quelle urbane, nonché il coordinamento con le strutture d'informazione esistenti finanziate dalla Comunità.
Analogamente, un progetto potrebbe riunire partner locali (autorità locali, parti sociali, associazioni, ecc.) che accettino di promuovere congiuntamente azioni concertate volte a favorire la conciliazione della vita familiare e di quella professionale, (realizzazione di servizi di vicinato che incoraggino l'occupazione femminile e che possono essere essi stessi all'origine di posti di lavoro per le donne, adattamento dell'orario di lavoro e dell'organizzazione del lavoro, ecc.)
O anche, in una zona rurale, gli attori impegnati nello sviluppo locale potrebbero accordarsi per mettere in comune i loro sforzi e una parte dei loro mezzi. per far sì che la azioni condotte siano ispirate significativamente all'obiettivo delle promozione della parità di opportunità (azioni a favore delle agricoltrici, esame del ruolo possibile delle donne nei posti di lavoro creati dalla diversificazione delle attività, risposte a problemi specifici di isolamento, associazione delle donne ai processi decisionali in materia di sviluppo rurale, partecipazione delle donne alle attività alternative in ambiente rurale).
Il programma potrebbe recare a tali progetti un'assistenza tecnica e metodologica e un sostegno finanziario finalizzato specificamente ad assicurare l'organizzazione della partnership e la coerenza e la sinergia delle iniziative di partner in questione.
I progetti integrati nel campo della parità devono rientrare in una strategia coordinata tra l'Unione europea e gli Stati membri per far rientrare la dimensione della parità nello sviluppo e nell'occupazione locali. L'attuazione di questi progetti nel campo della parità si baserà sull'instaurazione di una partnership tra le istituzioni pertinenti, comprese 'le istituzioni comunitarie, autorità elette, enti pubblici, organizzazioni non governative e organi rappresentativi dei datori di lavoro e dei lavoratori al fine di sviluppare in una determinata area locale tutta una serie di azioni volte a promuovere la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, politica ed economica. I progetti saranno volti a concentrare in un'unica grande iniziativa locale il crescente numero di azioni e misure diverse degli Stati membri, delle regioni e di altri organismi e istituzioni interessati all'inserimento di una dimensione di parità nelle politiche e nelle azioni.
Si sottoporrà a verifica, monitoraggio e valutazione il potenziale che tali progetti hanno di creare una struttura favorevole ai cambiamenti nella cultura di impresa e organizzativa all'interno di organizzazioni pubbliche, private, senza fini di lucro e non governative.
Questa strategia presenterà un'opportunità per sviluppare nuove politiche mirate a partire dall'integrazione di misure comunitarie, nazionali, regionali e locali che interessano i campi della retribuzione, dei sistemi retributivi, della formazione e consulenza, della sanità e sicurezza, dell'attività di assistenza a persone non autonome, delle iniziative locali per l'occupazione e dello sviluppo imprenditoriale per le donne, azioni sul piano dell'economia informale e miglioramenti per quanto concerne la rappresentanza equa dei sessi nelle strutture rappresentative e negli organi elettivi.
Conformemente agli orientamenti elaborati dalla Commissione, la concezione e l'attuazione dei progetti saranno definiti dai promotori locali di concerto con tutti gli attori interessati tenendo debitamente conto delle circostanze nazionali e locali.
La Commissione, previa consultazione del Comitato consultivo, selezionerà da 30 a 40 progetti integrati in materia di parità in tutto l'arco dell'Europa che riceveranno un sostegno finanziario in applicazione delle norme sul cofinanziamento. Nel processo di selezione si riserverà un'attenzione particolare alla pertinenza della strategia proposta dai candidati in rapporto ai bisogni e al potenziale delle aree urbane o rurali in questione. In ciascun progetto confluiranno attori pubblici e privati e enti disposti a sviluppare in modo integrato le prassi e le politiche di pari opportunità.
Il programma non ha la vocazione di finanziarie l'insieme delle azioni suscettibili di essere condotte a livello locale a favore delle donne e che possono tra l'altro beneficiare, in certi campi, del concorso dei Fondi strutturali o di altre politiche comunitarie. Il sostegno concesso a titolo del programma sarà volto prioritariamente a favorire il coordinamento delle azioni e la cooperazione degli attori che, impegnati in un approccio integrato alla parità di opportunità, accettino di mettere durevolmente in comune i loro mezzi a tal fine e di partecipare a una messa in rete e a una dinamica di partnership, di scambio transnazionale e di valutazione.
Tali progetti contribuiranno a identificare le prassi, le misure e i metodi migliori e più efficaci per ridurre la segregazione del mercato del lavoro, promuovere l'indipendenza economica delle donne, incoraggiare l'adattamento, a livello locale, alle mutate condizioni dell'economia e della società nonché promuovere la piena ed equa partecipazione delle donne alla vita socio-economica.
Una serie di tali progetti potrebbe produrre un certo numero di modelli europei per lo sviluppo della parità tramite una combinazione di strategie.
Dell'esperienza così acquisita si darà ampia diffusione per il tramite di guide europee alla buona prassi.
Il permanere degli stereotipi sessisti è passato relativamente inosservato nonostante l'erosione in corso del contratto sociale che ha retto per secoli i rapporti tra le donne e gli uomini e che ora ha prodotto una situazione tale da rendere la conciliazione del lavoro e della vita familiare estremamente difficoltosa. Emergono ora nuove richieste di tempo libero e di una vita personale al di là dell'ambiente di lavoro.
Le differenze tra i sessi nell'ambito dell'istruzione, sul mercato del lavoro e nella famiglia sono associate in maniera critica all'idea sui ruoli appropriati per le donne e gli uomini che devono essere riflessi dalle politiche pubbliche. Al centro delle preoccupazioni sulla parità degli uomini e delle donne in quanto cittadini e partner vi è la rigida separazione della sfera pubblica e di quella privata in un ambito maschile e in uno femminile.
I mass media, i nuovi sistemi di comunicazione e i sistemi multimediali hanno un ruolo centrale nel consolidare l'immagine stereotipata dei ruoli maschili e femminili, presentando uomini e donne rispettivamente quali lavoratori o angeli del focolare, produttori di reddito o persone a carico, persone produttive o inattive. Queste immagini stereotipate non corrispondono più alla realtà che si delinea in seno alla società europea.
Per far cambiare gli atteggiamenti non basta soltanto trasmettere un'immagine positiva delle donne nell'istruzione, nella cultura e nei mass media. Questo è uno degli insegnamenti tratti dal Terzo programma d'azione. Ciò che occorre è promuovere un cambiamento nelle esperienze delle donne e degli uomini e nelle loro aspirazioni nella sfera pubblica e in quella privata Questo è un obiettivo a lungo termine, al cui raggiungimento può contribuire la Commissione prendendo le mosse dai risultati del Terzo programma d'azione e stimolando la ricerca transnazionale, le azioni di informazione e di sensibilizzazione. Gli studi delle donne (Women's studies) e la ricerca in materia registrano ancora uno sviluppo estremamente diseguale negli Stati membri. In alcuni di essi viene riconosciuto e valorizzato il loro contributo allo sviluppo di una consapevolezza degli aspetti legati ai sessi nella formulazione di politiche. A livello europeo, la strategia interdisciplinare fornita dai "women's studies" potrebbe rappresentare una chiave per assicurare l'inserimento della tematica della parità in tutta una gamma di settori politici.
Per quanto concerne più in particolare l'istruzione, il programma SOCRATES, adottato dal Consiglio, attira l'attenzione sulla necessità di sviluppare progetti che coinvolgano i genitori, gli insegnanti e le scuole onde promuovere un'istruzione non sessista agendo inoltre sui curriculi e sui libri di testo.
Essa svilupperà in particolare nuove proposte volte a combattere gli stereotipi sessisti incoraggiando le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini a sviluppare abilità professionali tradizionalmente associate al solo sesso maschile o a quello femminile per il tramite dei suoi programmi d'azione e delle sue iniziative condotte in tale campo (SOCRATES, LEONARDO, MEDIA...) e nel suo Libro bianco sull'istruzione.
La Commissione sosterrà le ricerche condotte in una prospettiva europea sui cambiamenti che interessano i ruoli delle donne e degli uomini nella società contemporanea. Essa incoraggerà l'interconnessione in rete e gli scambi tra esperti e la diffusione dei risultati delle ricerche, in particolare quelli che emergono dagli "women's studies".
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