Queste strategie si caratterizzavano per il ruolo paritario ma esterno assegnato alle donne. I progetti spesso trascuravano la posizione cruciale degli uomini nel controllo delle attività e del processo decisionale; inoltre, troppo frequentemente si trattava di progetti marginali, su scala ridotta, orientati verso l'assistenza sociale e legati a ministeri ed enti esecutori che non disponevano delle risorse finanziarie e tecniche necessarie a garantire l'autosostenibilità dello sviluppo al termine del progetto. Questo tipo di progetti ha involontariamente perpetuato l'isolamento delle donne, relegandole ai margini delle principali iniziative di sviluppo.
Gli strumenti di analisi sono stati gradualmente perfezionati, fino a raggiungere l'approccio basato su "parità e sviluppo". Questo approccio si concentra sulle relazioni interdipendenti tra donna e uomo (relazioni tra i sessi) piuttosto che sulla donna in quanto tale. Il termine inglese "gender" (genere, sesso) si riferisce alle caratteristiche che distinguono le donne dagli uomini a livello sociale e culturale, mentre la parola "sex" riguarda esclusivamente le differenze biologiche. Dato che le differenze tra i sessi intesi come "gender" sono determinate dalla storia di un popolo e sono specifiche di ciascuna cultura, esse variano tra paesi e regioni diverse e cambiano con i tempi.
L'analisi di questo genere di differenze donna-uomo nell'elaborazione di progetti e programmi punta ad identificare le risorse, le attività, il potenziale e i limiti propri delle donne in relazione agli uomini in un dato gruppo socioeconomico. L'obiettivo non consiste solo nel correggere le distorsioni e le disparità tra i sessi, ma anche nell'assicurare la massima efficacia nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo.
In seguito all'ulteriore emarginazione delle donne causata dalla politica dei progetti "per sole donne", è stata riconosciuta l'esigenza di un approccio più globale. Si è così sviluppata una nuova strategia di integrazione automatica del concetto di "gender" in tutte le principali politiche di sviluppo, nei programmi e nei progetti.
Tale integrazione non esclude la necessità di misure di azione positiva, di programmi e di progetti diretti ai gruppi più svantaggiati, generalmente le donne, in settori nei quali la disparità tra i sessi è particolarmente marcata, come ad esempio l'istruzione e la formazione o l'accesso al credito, o che per la loro natura rivestono un'importanza particolare per le donne. Queste azioni differiscono dalle vecchie azioni "per sole donne" in quanto sono progettate in modo da determinare il massimo effetto strategico, eseguite su scala adeguatamente vasta e intese come importanti misure temporanee volte a colmare gravi lacune in materia di parità donna-uomo e a portare la parte svantaggiata ad un livello tale da consentirle di partecipare alle attività principali.