euradiophoria n. 1 - 18/07/2001


  

SABRINA AGUIARI

 
L'anno europeo del multilinguismo
   DURATA: 2'00"

A pensarci bene non sorprende che sia stato un pragmatico inglese, John Locke, in pieno colonialismo seicentesco e all'ombra di Elisabetta regina di denari, a rappresentare le lingue come un puro veicolo del pensiero già formato. Secondo questa immagine i concetti proverrebbero direttamente dall'esperienza (quasi tutti) e la lingua ci si attaccherebbe sopra come le etichette sui barattoli di marmellata. Se così fosse, una lingua varrebbe l'altra, e sarebbe dunque meglio utilizzare quella più accettata, capita, usata -l'inglese del colonialismo, ad esempio. Se cosi' fosse, la differenza sarebbe un incidentale impedimento alla comprensione.
Ma gli europei degli ultimi due secoli hanno cambiato idea sul funzionamento delle lingue, e abbandonando l'immagine di una lingua che sembra il denaro al mercato, si sono via via convinti che il concetto è gemello e non nasce prima della parola,

Stesso percorso sembra aver rivissuto l'Unione europea: all'inizio della sua storia pur sottolineando la necessità di mantenere tradizioni e culture dei diversi paesi, ci si preoccupava pero' fondamentalmente di creare linguaggi comuni per intendersi, scrivere trattati e accordi; oggi che si avvicina ai 50 anni, le sue istituzioni ma anche il suo corpo sociale sono più orientati ad una più complessa e raffinata relazione con la diversità linguistica. Si è ora attratti dal riconoscere l'importanza della molteplicità, mentre diminuisce il fascino di un'unica lingua veicolare finalizzata allo scambio.

Il 2001 è per il Consiglio d'Europa l'anno europeo delle lingue: le istituzioni dell'UE hanno parallelamente deciso di attuare iniziative stanziando12 miliardi di euro per incoraggiare il multilinguismo direttamente sul grande pubblico. Il programma si pone quattro obiettivi:
-sottolineare quanta ricchezza culturale comporti la molteplicità linguistica in una Unione di stati, quali potenzialità di occupazione, promuovere lo studio di altre lingue a tutte le età, e infine promuovere studi sulla conoscenza e sulle modalità dell'apprendimento linguistico .


Servirà tuttavia aspettare la guida alle buone prassi per imparare altre lingue, attesa tra i risultati previsti dell'iniziativa, per capire quanta modernità e creatività sia davvero presente nella gestione politica della diversità linguistica all'interno delle istituzioni comunitarie, che comunque, a cercare nella comune tradizione biblica, sembrano aver preferito all'immagine negativa della torre di Babele quella positiva del multilinguismo di Pentecoste.

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