euradiophoria n. 3 - 18/09/2001


  

LORENZO GABRINI BELLINCAMPI

Estratto dell'intervista a Giampiero Gramaglia

Sul primo punto, il buco nell'acqua dei servizi segreti americani, Gramaglia parla di un doppio flop.

Quello che è successo è un doppio flop. Dei servizi segreti che né hanno saputo capire cosa stava succedendo, ed era qualcosa che non è successo in pochi giorni, era almeno un anno probabilmente anni che un'azione di questo genere veniva preparata.

Né hanno saputo, i servizi segreti americani, sfruttare le informazioni che altri servizi segreti gli hanno passato. I russi lo hanno detto, alcuni servizi segreti europei lo hanno detto.

Non lo ha detto il Mossad ma mi stupirei che i servizi segreti israeliani non avessero fornito qualche indicazione agli americani. Se l'avevano l'avrebbero fornita di sicuro. Non c'è dubbio che le informazioni fossero arrivate. Addirittura una delle scuole di volo utilizzate dai piloti degli aerei dirottati era stata visitata due volte dall'FBI e uno degli allievi di quella scuola piloti era in carcere ma non sono scattate le connessioni necessarie.

L'FBI stava cercando due delle persone che poi ha trovato nell'elenco dei passeggeri, erano i due piloti degli aerei andati a schiantarsi contro le torri gemelle. Quindi è chiaro, questo è stato un fallimento. Il secondo fallimento è quello delle misure di prevenzione a terra, sappiamo tutti per esperienza diretta che sui voli interni americani i controlli sono blandi, ma in questo caso direi che i meccanismi di controllo globali di tre grandi aeroporti, e non erano aeroporti di provincia, si sono mostrati del tutto inefficaci.

L'altro punto su cui ci si interroga in Europa è quello dell'incongruenza nella copertura mediatica dell'evento. L'impressione è che all'inizio ci sia stata un'immediata diffusione di suoni, immagini, anche amatoriali. Poi improvvisamente si è avuta la sensazione di un maggior controllo della comunicazione. Ad esempio non si è vista una sola immagine delle vittime. La domanda è: c'è stata una sorta di autocensura dell'informazione oppure si è trattato di un condizionamento dei media da parte delle autorità?

Anche qui direi che dobbiamo fare due distinguo. Il condizionamento del potere sull'informazione forse in America è meno palese che altrove, però abbiamo due elementi. In uno centra il potere. Nell'altro centra l'autocensura. L'autocensura è quella delle immagini che non sono mai offensive, certo le immagini iniziali sono scioccanti, e quelle non erano controllate, non lo sarebbero state perché sarebbero comunque andate, le immagini degli aerei che sbattono contro le torri, le immagini del fuoco.

Ma la censura c'è sull'immagine della morte, del dolore, quelle che potrebbero offendere non tanto le vittime che ormai non possono più offendersi, ma i familiari delle vittime.

E infatti questa è una tragedia, come tante altre tragedie americane, come lo fu la guerra del Golfo. Una tragedia senza immagini di morti. Non c'è praticamente l'immagine di una vittima, negli scavi, nel recupero delle macerie. Non si vede mai la vittima, e questa è senz'altro una forma di autocensura, però probabilmente anche una forma di civiltà dell'informazione, almeno a mio giudizio.

L'altro aspetto è quello delle indagini. Sulle indagini c'è ritenzione di informazioni, FBI, Cia danno soltanto le informazioni che ritengono non danneggiare le indagini. I giornalisti americani stanno cercando molte informazioni vengono fuori dal giornalismo di inchiesta, però attenzione, non scambiamo la ritenzione di informazione col dare notizie false.

Quando sui media italiani esplode la notizia che il volo United Airlines 93 è stato abbattuto dai caccia americani, non è una informazione che l'informazione ufficiale americana nega, è una bufala che viene ingigantita ma che non è vera e che quindi nessuno negli Stati Uniti dà, se non per smentirla una volta che rimbalzi da qualche parte come voce.

Qui in Italia in effetti la notizia dell'abbattimento del quarto aereo da parte dei caccia americani è rimbalzata come una notizia plausibile.

Altro che plausibile viene data come notizia vera. Viene data alla televisione davanti a 25 milioni di telespettatori come una notizia vera e non si ha neppure la decenza di smentirla quando arriva una smentita, non solo convincente, ma che rende la notizia persino più bella.

Perché se quell'aereo fosse stato abbattuto dai caccia americani, non c'era niente di scandaloso, per evitare che col sacrificio di 50 persone se ne risparmiassero di più. Non c'era niente di scandaloso e gli americani lo avrebbero detto.

Ma se quell'aereo cade perché i passeggeri si ribellano ai pirati e ingaggiano una colluttazione e nella confusione l'aereo cade, è una notizia ancora più bella. Quindi non c'è neppure bisogno di sacrificare una bella notizia perché la realtà più grigia, la realtà è più bella e chi si inventa la notizia non ha nessun bisogno di farlo.




 

de profundis Leggi e ascolta l'intervista integrale:
Giampiero Gramaglia, Caporedattore ANSA a Washington