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Sul primo punto, il buco nell'acqua dei servizi segreti americani,
Gramaglia parla di un doppio flop.
Quello che è successo è un doppio flop. Dei servizi
segreti che né hanno saputo capire cosa stava succedendo,
ed era qualcosa che non è successo in pochi giorni, era almeno
un anno probabilmente anni che un'azione di questo genere veniva
preparata.
Né hanno saputo, i servizi segreti americani, sfruttare
le informazioni che altri servizi segreti gli hanno passato. I russi
lo hanno detto, alcuni servizi segreti europei lo hanno detto.
Non lo ha detto il Mossad ma mi stupirei che i servizi segreti
israeliani non avessero fornito qualche indicazione agli americani.
Se l'avevano l'avrebbero fornita di sicuro. Non c'è dubbio
che le informazioni fossero arrivate. Addirittura una delle scuole
di volo utilizzate dai piloti degli aerei dirottati era stata visitata
due volte dall'FBI e uno degli allievi di quella scuola piloti era
in carcere ma non sono scattate le connessioni necessarie.
L'FBI stava cercando due delle persone che poi ha trovato nell'elenco
dei passeggeri, erano i due piloti degli aerei andati a schiantarsi
contro le torri gemelle. Quindi è chiaro, questo è
stato un fallimento. Il secondo fallimento è quello delle
misure di prevenzione a terra, sappiamo tutti per esperienza diretta
che sui voli interni americani i controlli sono blandi, ma in questo
caso direi che i meccanismi di controllo globali di tre grandi aeroporti,
e non erano aeroporti di provincia, si sono mostrati del tutto inefficaci.
L'altro punto su cui ci si interroga in Europa è quello
dell'incongruenza nella copertura mediatica dell'evento. L'impressione
è che all'inizio ci sia stata un'immediata diffusione di
suoni, immagini, anche amatoriali. Poi improvvisamente si è
avuta la sensazione di un maggior controllo della comunicazione.
Ad esempio non si è vista una sola immagine delle vittime.
La domanda è: c'è stata una sorta di autocensura dell'informazione
oppure si è trattato di un condizionamento dei media da parte
delle autorità?
Anche qui direi che dobbiamo fare due distinguo. Il condizionamento
del potere sull'informazione forse in America è meno palese
che altrove, però abbiamo due elementi. In uno centra il
potere. Nell'altro centra l'autocensura. L'autocensura è
quella delle immagini che non sono mai offensive, certo le immagini
iniziali sono scioccanti, e quelle non erano controllate, non lo
sarebbero state perché sarebbero comunque andate, le immagini
degli aerei che sbattono contro le torri, le immagini del fuoco.
Ma la censura c'è sull'immagine della morte, del dolore,
quelle che potrebbero offendere non tanto le vittime che ormai non
possono più offendersi, ma i familiari delle vittime.
E infatti questa è una tragedia, come tante altre tragedie
americane, come lo fu la guerra del Golfo. Una tragedia senza immagini
di morti. Non c'è praticamente l'immagine di una vittima,
negli scavi, nel recupero delle macerie. Non si vede mai la vittima,
e questa è senz'altro una forma di autocensura, però
probabilmente anche una forma di civiltà dell'informazione,
almeno a mio giudizio.
L'altro aspetto è quello delle indagini. Sulle indagini
c'è ritenzione di informazioni, FBI, Cia danno soltanto le
informazioni che ritengono non danneggiare le indagini. I giornalisti
americani stanno cercando molte informazioni vengono fuori dal giornalismo
di inchiesta, però attenzione, non scambiamo la ritenzione
di informazione col dare notizie false.
Quando sui media italiani esplode la notizia che il volo United
Airlines 93 è stato abbattuto dai caccia americani, non è
una informazione che l'informazione ufficiale americana nega, è
una bufala che viene ingigantita ma che non è vera e che
quindi nessuno negli Stati Uniti dà, se non per smentirla
una volta che rimbalzi da qualche parte come voce.
Qui in Italia in effetti la notizia dell'abbattimento del quarto
aereo da parte dei caccia americani è rimbalzata come una
notizia plausibile.
Altro che plausibile viene data come notizia vera. Viene data alla
televisione davanti a 25 milioni di telespettatori come una notizia
vera e non si ha neppure la decenza di smentirla quando arriva una
smentita, non solo convincente, ma che rende la notizia persino
più bella.
Perché se quell'aereo fosse stato abbattuto dai caccia americani,
non c'era niente di scandaloso, per evitare che col sacrificio di
50 persone se ne risparmiassero di più. Non c'era niente
di scandaloso e gli americani lo avrebbero detto.
Ma se quell'aereo cade perché i passeggeri si ribellano
ai pirati e ingaggiano una colluttazione e nella confusione l'aereo
cade, è una notizia ancora più bella. Quindi non c'è
neppure bisogno di sacrificare una bella notizia perché la
realtà più grigia, la realtà è più
bella e chi si inventa la notizia non ha nessun bisogno di farlo.
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