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A luglio una componente autorevole dei socialisti
europei si è riunita proprio a Ventotene per celebrare la
nascita del manifesto per un nuovo federalismo, un progetto europeo
per la sinistra. Ospitati dal capodelegazione dall'On. Pasqualina
Napoletano, alcuni dei massimi leader del PSE hanno ricordato Spinelli
ed il suo Manifesto con l'attenzione di chi si appresta a rileggerlo
in una prospettiva attuale. Nel loro progetto, che sta raccogliendo
numerose firme nell'Europarlamento si parla, tra le altre cose,
di una democratizzazione dell'Unione e di un'Europa della prossimità
capace di creare un legame più stretto con i propri cittadini,
anche attraverso l'apertura di un processo costituzionale europeo.
Che Spinelli continui a rappresentare un punto di riferimento essenziale
per il processo di rafforzamento dell'Unione, non è un mistero,
almeno in Europa. Quello che sorprende è che nella sua patria,
l'Italia, venga riscoperto solo adesso, grazie ad un numero speciale
di Critica Liberale, che lo ripropone all'attenzione del dibattito
politico-culturale del bel paese. Sentiamo il direttore responsabile
Enzo Marzo:
(intervista a Enzo Marzo)
Alcuni documenti inediti pubblicati, come lo splendido carteggio
che Spinelli ebbe con Norberto Bobbio nel '57, gettano una nuova
luce sul senso del percorso politico del leader federalista negli
anni in cui si allontanò con la critica dal PCI, fino ad
esserne espulso, e cominciò la sua lotta per la federazione
europea.
A ben vedere però, quegli scritti sono la testimonianza
di una personalità politica che preferì combattere
per l'internazionalismo federalista piuttosto che per quello comunista,
pur avendo affrontato entrambe le esperienze. Punto nodale di quella
scelta il problema della libertà, anzi per meglio dire, della
necessità di coniugare in una prospettiva politica realizzabile
il tema della libertà individuale con quello della responsabilità
collettiva. Su questo la sinistra europea pare interrogarsi con
più efficacia di quella italiana.
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