L’allargamento dell’Unione europea

Un’indagine conoscitiva sull’atteggiamento dei giovani



Disegno e tecniche della ricerca

L'obiettivo dell’indagine è indagare sulla conoscenza e sull’atteggiamento che i giovani studenti hanno dell’Unione Europea, con particolare attenzione alle problematiche dell’allargamento ai Paesi orientali e mediterranei

Ipotesi

L’ipotesi di base = gli studenti NON conoscono abbastanza il problema  dell’allargamento dell’Unione Europea.

Le possibili cause della non conoscenza sono le seguenti:

  • scarso interesse da parte delle famiglie all’argomento con conseguente assenza di coinvolgimento dei figli;

  • carenza di informazioni in ambito scolastico;

  • scarsa attenzione dei mass-media al pubblico giovanile.

Il nostro campo d’indagine è costituito dagli studenti, degli ultimi due anni, di 20 scuole medie superiori di Roma e del Lazio, per un campione finale di 2.000 studenti, a cui è stato somministrato un questionario semi-strutturato.

Morfologia del campione

Il campione analizzato è composto da 2.000 studenti del 4° e 5° anno delle scuole medie superiori di Roma e del Lazio, di cui 946 sono femmine e 1054 sono maschi.

Sia il livello di istruzione della famiglia che quello del singolo studente è abbastanza alto, compresa una buona conoscenza e utilizzo degli strumenti informatici. Al contrario, il grado di partecipazione sociale è abbastanza basso e solamente il 33, 7% dichiara di essere iscritto ad associazioni, prevalentemente di tipo sportivo.

La partecipazione politica è molto bassa, ma soprattutto quasi la metà degli studenti (48,2%) non si sentono rappresentati da nessuna area politica: i restanti si distribuiscono a sinistra per il 27,1%, a destra per il 18,5% e al centro per il 6,2%.

La maggior parte degli studenti intervistati ha familiarità con gli spostamenti all’interno dell’Unione e non solo.  Infatti, il 68,8% degli studenti dichiara di aver fatto viaggi all’estero: di questi, ognuno ha effettuato in media 3 viaggi in Paesi Europei e 2 in Paesi Extraeuropei. Il 70,8% si trasferirebbe in un Paese Europeo, mentre il 58, 6% in un Paese Extraeuropeo. Nonostante il grado di apertura mentale risulti abbastanza elevato,  il contatto con una cultura diversa dalla propria crea qualche problema. Infatti, coloro che dichiarano di aver stretto nuove amicizie con ragazzi stranieri sono pochi.


Conoscenza dell’Unione Europea

Tutti gli intervistati sono a conoscenza di far parte dell’Unione Europea. Tuttavia, quando si prendono in considerazione solo coloro che  hanno affrontato il tema, a scuola o in famiglia, la percentuale scende all’85,4%.

Aspetti affrontati

Prendendo in considerazione i singoli aspetti affrontati, possiamo notare che quello più affrontato in famiglia è di ordine pratico: l’euro (88%); mentre quello più trattato a scuola è inevitabilmente l’istruzione (76,4%).

Ruolo dei mezzi di comunicazione di massa

Analizzando il contributo che i mass-media forniscono nella conoscenza dell’Unione Europea, in particolare dell’allargamento, si può notare come soltanto il 46, 9% degli intervistati ha visto programmi tv che trattano l’argomento e il 62,6% ha letto articoli di giornale inerenti.

Sta di fatto che più della metà degli studenti (56,5%) si dichiarano insoddisfatti di come i mezzi di comunicazione affrontano l’argomento.

Motivi di inadeguatezza dei mass media

Tra le motivazioni citate come causa di questa inadeguatezza quella prevalente è la mancanza di attrazione per i giovani (57,3%).

Argomenti da approfondire

Un dato interessante da sottolineare è che alla domanda di approfondimento di un argomento, ben il 77,3% ha risposto che non gli interessa approfondire alcun aspetto.

Il restante 22,7% è interessato ad approfondire soprattutto l’aspetto culturale.

Argomenti da approfondire (area politica)

Considerando, invece, l’appartenenza ad una data area politica, possiamo subito notare che per gli studenti di sinistra l’aspetto da approfondire è l’integrazione culturale (34,8%) e ancor più per quelli di centro (40,0%), mentre per quelli di destra è la criminalità (19,6%) e per quelli non si riconoscono con nessuna area politica è il lavoro (24,5%).

Aspettative UE (sesso)

Facendo una distinzione in base al sesso emerge chiaramente come le femmine siano più indecise (24,5%) rispetto agli uomini (16,8%) che invece sono più disinteressati e dichiarano di non aspettarsi niente (9,4%).

Aspettative UE (area politica)

Se, invece, facciamo una distinzione in base all’area politica, ci accorgiamo che gli studenti di sinistra sono più indecisi (10,3%) rispetto a quelli di destra (6,4%), mentre quest’ultimi sono più disinteressati (4,1%) rispetto a quelli di sinistra (3%).

Conoscenza dell’allargamento dell’UE

Sebbene la quasi totalità degli intervistati dichiari di conoscere l’Unione Europea e di aver affrontato diversi aspetti, c’è una buona parte di studenti (35,90%) che non è a conoscenza della questione dell’allargamento dell’Unione.

Fonte informazioni UE

Del restante 64,1% che conosce il problema, il 28,0% dichiara di aver acquisito le informazioni dalla  tv e dalla radio; il 21,8% dai giornali e dalle riviste; il 19,0% dalla scuola, il 17,4% dalla famiglia; il restante 13,8% si divide tra amici, internet e libri.

Informazioni preferite

Alla domanda su come preferirebbero avere informazioni sull’allargamento, il 33,8% degli studenti dichiara di preferire come fonte di informazione la tv e la radio, il 27,9% la scuola, il 18,6%i giornali e le riviste ed il restante 19,7% si divide tra famiglia, internet e libri.

Non conoscenza allargamento UE

Il 35,9% di studenti che dichiara di non essere a conoscenza dell’argomento, spiega questa sua mancanza in modi diversi. Il 61,94% afferma di essere interessato ma non a tal punto da approfondire l’argomento, il 17,06% dichiara di avere difficoltà a documentarsi, mentre c’è un buon 21,00% che non è affatto interessato alla questione.

Conoscenza dei Paesi candidati

Da un’analisi più approfondita sulla conoscenza dell’allargamento dell’Unione Europea, risulta come il 69,4% non sa quali sono i Paesi candidati ad entrare nell’Unione. Il restante 30,6% si divide tra coloro che si ricordano da 1 a 3 Paesi candidati (25,2%) e coloro che ne ricordano qualcuno in più: solamente 6 soggetti su 2000 ricordano tutti i 13 Paesi candidati.

La percentuale di non conoscenza sale quando si considera l’anno di entrata previsto: ben l’81,5% degli studenti non sa quale sia e solamente il 9,7% ne è a conoscenza. Cresce ancor di più considerando i requisiti che i Paesi candidati devono rispettare per diventare membri dell’Unione: il 94,1% non sa quali siano.

Favorevole all’allargamento ai Paesi dell’est

Passando ad esaminare gli atteggiamenti e quindi le opinioni degli intervistati, notiamo come il 42,8% si dichiari non favorevole all’allargamento dell’Unione Europea ai Paesi dell’est.

Dalle tabelle successive notiamo subito come questo disaccordo sia maggiore per gli uomini (23,3% maschi contro il 19,5% delle femmine) e per i soggetti appartenenti a nessuna area politica (27,9%) seguiti da quelli di destra (11,9%).

Favorevole all’allargamento ad est (livello di istruzione familiare)

Considerando il livello di istruzione familiare, notiamo che le differenze emergono al livello medio-alto e alto (17,5% contro 10,2%) di istruzione.

Favorevole all’allargamento ad est (grado di apertura mentale)

Se, invece, consideriamo il grado di apertura mentale dei soggetti intervistati è evidente come una maggior apertura mentale favorisca un atteggiamento positivo nei confronti dell’allargamento dell’Unione (46,5% contro 29%).

Motivi di disaccordo sull’ allargamento ad est

Per quanto riguarda i motivi di disaccordo sull’allargamento, il 31,1% dichiara che questi Paesi hanno un’economia troppo fragile, il 23,5% che hanno una cultura troppo diversa dalla nostra, il 18,3% che portano criminalità, il 14,6% che non rispettano i diritti umani e il 12,6% che tolgono lavoro.

Favorevoli all’allargamento alla Turchia, Malta e Cipro

Considerando i Paesi della zona mediterranea (Turchia, Malta e Cipro), la percentuale di disaccordo scende al 37,0%.

Le stesse tendenze riscontrate in base al sesso e all’area politica di appartenenza relative ai Paesi orientali, si verificano anche in questo caso. Le ragazze (36,9% femmine contro il 26,1% maschi) e i soggetti di sinistra (20,5% di sinistra contro  l’8,2% di destra) sono più favorevoli all’allargamento.

Motivi di disaccordo sull’allargamento alla Turchia, Malta e Cipro

Per quanto concerne le motivazioni di disaccordo, quella prevalente è di tipo culturale (28,0%). Inoltre, secondo il 23,5% questi Paesi hanno un’economia troppo fragile, per il 17,6% non rispettano i diritti umani, per il 17,4% portano criminalità, per il 12,0% tolgono lavoro ed infine per l’1,7% non c’entrano nulla con l’Unione Europea.

Vantaggi dell’allargamento

Passando ad esaminare gli eventuali vantaggi che può portare l’allargamento secondo gli intervistati, quello prevalente è l’arricchimento culturale per il 18,6%. Segue una maggiore influenza dell’Unione sulla scena internazionale (14,4%), l’apertura di nuovi mercati di sbocco (14,0%), maggiori opportunità economiche (12,6%), lotta alla discriminazione (10,6%), riduzione dell’immigrazione (9,2%), incremento dell’occupazione (6,6%), riduzione della povertà (4,8%), lotta alla criminalità (2,6%) e tutela dell’ambiente (1,7%). Infine, il 4,8% dichiara di non trovare nessun vantaggio nell’allargamento.

Formazione e aggiornamento sul tema dell'allargamento dell'Unione Europea

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