Intervista al Prof. Letterio Briguglio sull'europeismo di Garibaldi raccolta da Daniela Falcone per EURIT, il 18 giugno 2002
Daniela Falcone, Eurit : Giuseppe Garibaldi è spesso considerato superficialmente un uomo d'armi ma in realtà sappiamo che il suo pensiero politico è molto complesso Ma qual'è allora il suo rapporto con il Movimento pacifista di quegli anni e questo non può essere considerato una contraddizione in un personaggio ricordato più per le sue battaglie che per il suo impegno politico?
Prof. Letterio Briguglio, Università di Padova : A 120 anni dalla sua morte, Giuseppe Garibaldi è ancora considerato da molti un uomo d'armi privo di un pensiero politico vero e proprio. Colpa anche dei manuali scolastici di Storia del Risorgimento che parlano di Garibaldi fino all'impresa dei Mille o fino al 1871, anno della sua partecipazione a favore dei francesi nella guerra franco?prussiana. Gli ultimi 10 anni della sua vita vengono completamente ignorati. E quindi si ignora che Garibaldi, soprattutto con l'aiuto del federalista repubblicano veneto Alberto Mario(e moglie Jessi Wite) - nel biennio 1879-'80 - riuscì ad unificare tutta la eterogenea famiglia democratica italiana cm la creazione a Roma della LEGA DEMOCRATICA.
Garibaldi, è vero, fu un grande eroe combattente. ma solo per conseguire un elevato scopo politico e morale: la libertà dei popoli oppressi. Egli,?infatti era contrario a tutte le altre guerre: Solo lo schiavo aveva il diritto di fare la guerra ai tiranni; solo in questo caso, diceva, la guerra è permessa: guerra solo alla tirannia politica e sociale. E ciò perché la politica era per lui inseparabile dalla morale a dalla religione.
Era convinto che l'unica via per evitare le guerre fosse costituita dall'UNIONE EUROPEA. Unione dei popoli, non dei troni.
L'unione europea, secondo lui, avrebbe reso impossibile le guerre ed inutili gli eserciti, con il notevole vantaggio che gli immensi capitali destinati alle imprese belliche sarebbero andati a vantaggio dei ceti popolari che il pensatore socialista francese Henry di Saint?Simon aveva definito: "la classe più numerosa e più povera".Nessuna contraddizione quindi fra Garibaldi uomo d'armi e Garibaldi uomo politico ammiratore di Saint-Simon, fautore di un nuovo cristianesimo.
D.F. : Quali sono state le influenze di Saint-Simon sul pensiero e sul modo di agire di Garibaldi?
L.B. : Quando Saint-Simon morì, Garibaldi aveva appena 18 anni. Se non conobbe personalmente questo rinomato pensatore socialista francese, conobbe senz'altro il suo pensiero politico e sociale attraverso gli allievi. Fra costoro va ricordato Emile Barrault che Garibaldi, allora ventiseienne, incontrò sulla nave Clorinda, in occasione di un suo viaggio in Oriente. Barrault lo convinse che l'uomo, divenuto cosmopolita, quando decide di offrire la sua spada e il suo sangue a ogni popolo per combattere la tirannia è più di un soldato che difende la sua patria. "E' un eroe".
Le parole del sansimonista Barrault influirono decisamente su Garibaldi che fino allora diceva di amare solo la sua patria, e che, dopo avere conosciuto l'allievo di Saint-Simon, finì con l'amare l'Umanità. E così per Garibaldi, grazie al sansimonismo, l'amore per la patria si trasformò o divenne inseparabile dall'amore per l'Europa e per l'Umanità.
La celebre frase di Garibaldi: "L'internazionale è il sole dell'avvenire" (frase che fece il giro non solo dell'Europa) va collegata senz'altro all'influenza esercitata su di lui dal socialismo di Saint?Simon che gli comunicò il suo legame affettivo per "la classe più numerosa e più povera", e per la giustizia sociale.
D.F. : Quali motivi spinsero Garibaldi a partecipare all'incontro della Lega Internazionale Per la Pace e la Libertà?
Perché si trattò di una presenza sporadica che non si ripeté nei raduni successivi?L.B. : Comprendere i motivi che spinsero Garibaldi a partecipare al primo incontro della Lega Internazionale per la Pace e la Libertà bisogna tener presente che negli anni 160 (soprattutto dal 1860 al 1867) si avvertiva in Europa un ardente desiderio di Verità. Di Giustizia e di Morale. Tale desiderio alimentava la prospettiva di una Confederazione europea.
Garibaldi, subito dopo la battagia del Volturno (1-2 ottobre 1860) rivolse un Memorandum alle potenze europee per la costituzione di una Confederazione europea. Confederazione che avrebbe potuto essere realizzata dall'Inghilterra e dalla Francia. a cui si sarebbero uniti "istintivamente" l'Italia, la Spagna, il Portogallo, la Svizzera, l'Ungheria ecc.
Tale Confederazione auspicata da Garibaldi non si realizzò. Ma, 4 anni dopo (nel 1864) fu fondata a Londra la ben nota Prima Internazionale, come organo comune dei sindacati inglesi e francesi.Garibaldi, nel 1867, partecipò al primo congresso della Lega di Ginevra, che disponeva di un periodico intitolato: -Gli Stati Uniti d'Europa- Non partecipò agli altri tre, prima dello scioglimento della Lega nel 1874. E non vi partecipò a causa dei suoi complessi impegni soprattutto militari: Breccia di Porta Pia (1870), campagna di Francia (1871, guerra franco-prussiana) dissapori nell'ambito della famiglia democratica repubblicana italiana ecc.
Ma, anche se assente dai congressi della Lega. non fece mai mancare le sue proposte ed i suoi incoraggiamenti soprattutto per la creazione degli Stati Uniti d'Europa: "Io venero la Lega della Pace e della Libertà -cosi scriveva nel 1869- Io non parteciperò al vostro congresso (di Losanna del 1869) ma sino all'ultimo soffio della mia vita, io sarò fiero di appartenere ai vostri ranghi"
D.F. : L'intervento di Garibaldi al primo congresso della Lega di Ginevra produsse alcuni malumori. Ci può ricordare i punti fondamentali del suo intervento? E quali furono i concetti maggiormente criticati da parte di alcuni congressisti?
L.B. : La Lega Internazionale per la Pace e la Libertà, com'è noto, fu fondata a Ginevra nel 1867 sotto gli auspici di Garibaldi. Victor Hugo, John Stuart Mill, Charles Lemonnier (sansimonista), ecc.
Al suo primo congresso intervennero 5.000 persone e,, in gran nume ro i più famosi scrittori, giuristi, filosofi e uomini politici provenienti dalla Francia. Inghilterra, Germania. Russia, Polonia. Italia, Svizzera ecc.
Ricordiamo alcuni punti del programma della Lega. che c'interessa no direttamente:
Federazione repubblicana dei popoli d'Europa.
Creazione di un tribunale federale europeo, in sostituzio ne della dispotica diplomazia esistente.
Creazione di un codice e di un tribunale internazionali.
Separazione della Chiesa dallo Stato.Garibaldi. col suo intervento. andò oltre affermando che il papato, come la più perniciosa delle sette, "è dichiarato decaduto". Questa dichiarazione, del tutto inattesa. provocò un grande imbarazzo nei congressisti cattolici. Ma Garibaldi continuò: "La religione di Dio e adottata dal congresso e ciascuno dei suoi membri s'impegna di propagandarla nel mondo". Segui stupore, non più applausi. ma silenzio glaciale. Un congressista lo interruppe: "Ti quale Dio parlate?". E Garibaldi: "Per religione di Dio intendo la religione della Verità, la religione di Cristo"
La religione del Vero. la religione di Dio o religione di Cristo, per Garibaldi poggiavano sull'eterna Verità e quindi superavano la ragione umana; per cui la credenza in Dio non aveva pretese dimostrative: "Dio bisogna ammetterlo senza poterlo dimostrare. Garibaldi quindi credeva in Dio e nell'immortalità dell'anima. Ma niente papato e niente dogmi. Garibaldi ereditò da Saint-Simon la concezione di un nuovo Cristianesimo basato sulla scienza. E come Saint-Simon, non separò mai la politica dalla morale e dalla religione. Solo così, secondo lui, sarebbe stato possibile superare l'amore per la patria o per la nazione, trasformandolo in amore per l'Europa e per l'Umanità.