Mazzini, il pacifismo e gli Stati Uniti d'Europa

Giuseppe Mazzini è stato uno dei primi pensatori europei a formulare l'idea di una associazione dei popoli europei. Fin dal 1829 affermava che esisteva in Europa <<un comune pensiero, un'anima universale>>.
Egli era convinto che l'Europa era una entità ben distinta nel mondo e che fosse opportuno creare una associazione politica fra i popoli europei.
Questa associazione doveva essere la naturale conseguenza della liberazione delle nazionalità ancora oppresse e della formazione degli Stati nazionali.
Non è molto chiaro cosa intendesse Mazzini per Stati Uniti d'Europa. Sembrerebbe più una nebulosa di nazioni sorelle che una proposta di struttura organizzata.
Egli infatti parla di una Europa come insieme di stati nazionali federati tra loro, di un <<rimaneggiamento della carta d'Europa>> mediante la costituzione di libere nazioni associate fra loro.
Bisogna però dire che per Mazzini la parola Europa e la parola Umanità si equivalgono o meglio si alternano e questo si spiega se pensiamo che nella prima metà dell'Ottocento l'Europa era assolutamente dominante sulla scena mondiale. Ecco perché la parola Europa per Mazzini conteneva in sé anche la parola e il concetto di Umanità. E noi sappiamo che per Mazzini le nazioni europee avevano ciascuna una <<missione>> da compiere, una missione di incivilimento.
Mazzini ripete continuamente l'idea della associazione tra i popoli, ma non enuncia mai un programma organizzativo per questa associazione.
<<Gli italiani>> egli scrive << affratellatisi nella unità di un intento, richiedono i popoli loro fratelli d'ammetterli nella grande associazione repubblicana>>.
<<Una grande associazione si formi fra gli uomini della libertà, a qualunque suolo appartengano>>. E ancora egli afferma che l'Umanità sarà costituita <<quando tutti i popoli che la compongono, avendo conquistato il libero esercizio della loro sovranità, saranno associati in una federazione repubblicana>>.
In pratica dunque per Mazzini la federazione repubblicana europea si realizzerebbe nel momento stesso in cui tutte le singole nazioni avessero una costituzione repubblicana.
E' evidente che ci troviamo di fronte ad un ideale, non ad un programma politico.
<<Le nazioni saranno sorelle, libere, indipendenti nella scelta dei mezzi a raggiungere il fine comune e nell'ordinamento delle loro forze per tutto ciò che riguarda l'interna vita, si stringeranno a una fede, ad un patto per tutto ciò che riguarda la vita internazionale>>.

Gli ideali politici di Mazzini gli impedirono di condividere le finalità del movimento pacifista.
Nel 1849, quando a Parigi si svolse il Congresso internazionale per la pace, Mazzini è assente. Nella ricchissima corrispondenza che Mazzini intratteneva quotidianamente con i democratici italiani ed europei, manca la più piccola allusione al congresso. E' un silenzio molto significativo. Nel 1849, i democratici non potevano associarsi ad un appello per la pace che significava la conservazione dello status quo e di conseguenza il fallimento di ogni loro progetto politico.
Tra i membri del futuro Comitato centrale democratico, che avrebbe dovuto collegare tutti i rivoluzionari europei intorno a Mazzini, per permettere ai popoli di abbattere i tiranni, creare stati nazionali e ridisegnare la carta geografica europea, il movimento pacifista non poteva trovare buona accoglienza. Anche la teorizzazione intorno agli Stati Uniti d'Europa era giudicata solo un mezzo di agitazione politica contro i governi.
La posizione di Mazzini non cambiò nel corso degli anni. Egli infatti rifiutò di partecipare nel 1867 al Congresso di Ginevra, mettendosi in urto con altri repubblicani, sia italiani che di altri paesi europei. Appare dunque importante cercare di approfondire le motivazioni di tale presa di posizione.
Mazzini sosteneva che la pace non era possibile senza la libertà e la giustizia e pensava che sarebbero nati pericolosi equivoci se i repubblicani avessero mobilitato i popoli soltanto sulla parola d'ordine della pace. Certamente i promotori del Congresso non intendevano opporsi ai movimenti di liberazione nazionale e si proponevano di combattere soltanto le guerre dinastiche. Ma per eliminare le guerre dinastiche non occorreva innanzi tutto rovesciare le stesse dinastie? Proclamando la loro volontà di pace, i repubblicani non avrebbero favorito coloro che miravano appunto a stroncare i moti nazionali e le rivoluzioni?
Mazzini in realtà non intervenne nei mesi in cui si stava organizzando il congresso e ufficializzò tardi la sua opposizione dichiarandosi d'accordo con le intenzioni dei congressisti, ma ribadendo che l'Europa aveva bisogno di <<un'ultima, grande, santa crociata>> per affermare i principi di libertà, giustizia e pace.
Mazzini era un politico e aveva in mente una sua idea d'Europa. Appariva poco interessato a quanto stava accadendo lungo la frontiera del Reno e molto più sensibile invece ad organizzare la riscossa dei popoli oppressi. La sua ultima organizzazione, l'Alleanza Repubblicana Universale, era stata fondata da poco ed aveva un programma incompatibile con quello pacifista.

Anna Maria Isastia

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