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Le Comunità Europee dovevano costituire il primo passo verso la creazione di una nuova realtà internazionale che facesse tesoro del comune patrimonio storico e culturale dei suoi stati membri.
Purtroppo i tempi non erano ancora maturi per trasformare in programmi politici tale intuizione, seppur brillante.
Se oggi ci troviamo qui ed abbiamo il privilegio di affrontare temi quali la democratizzazione ed il ruolo del cittadino europeo, possiamo comunque essere orgogliosi dei progressi compiuti in questi anni.
Ciò posto appare evidente che non sarebbe un atteggiamento costruttivo e conforme allo spirito che ha animato la costruzione europea quello di limitarsi a prendere atto dei progressi compiuti senza preoccuparsi di quelli che ancora si devono fare per assegnare alla Unione europea la sua configurazione ottimale'.
A tal proposito occorre osservare che l'ipotesi che l'Europa futura non potrà essere solo economica ma anche sociale, implica una coraggiosa presa di posizione sul ruolo del pubblico e del privato ed implica la riaffermazione sul ruolo che il pubblico ha, un ruolo essenziale nella costruzione di uno spazio sociale economico, fermo restando che niente sarebbe fuorviante come accreditare l'idea che il privato si occupi solamente dell'Europa economica mentre al pubblico venga riservata l'assistenza e il sostegno sociale.
Per correggere questa prospettiva occorre appunto ridefinire ed in parte ridimensionare sotto alcuni aspetti, la funzione del pubblico tramite una revisione delle competenze attualmente riconosciute alle singole Istituzioni economiche e, in primis il Parlamento e la Corte di Giustizia.
Non va inoltre trascurato il fatto che esiste una interconnessione molto stretta e molto forte fra politica economica e politica sociale in forza del quale molto spesso accade che i destini della politica sociale siano determinati dalla gestione della politica economica, cosa che mi limito a riportare come un semplice dato di fatto senza entrare in valutazioni di merito.
In linea di principio le politiche sociali si possono realizzare attraverso due strumenti molto importanti: uno riguarda le politiche dello sviluppo e della occupazione, una maniera per affrontare le tematiche dell'Europa sociale, l'altro è quello degli Strumenti Giuridici.
Il fatto che si parli ancora di Carta Sociale, di realizzazione dell'Europa sociale, di zoccolo minimo di diritti, dimostra l'approccio che c'è stato in tutta la questione sociale e le difficoltà incontrate e tuttora presenti.
Alla luce di tali considerazioni appare evidente come vi siano alcune tematiche di fondamentale importanza a proposito delle quali sarà necessario giungere ad un definitivo punto d'accordo.
Ritengo che, vista l'attuale volontà politica dei Membri dell'Unione europea, il prossimo meeting di Dublino potrebbe essere anche se non risolutivo, ma senza dubbio di grande importanza sotto il profilo innovativo almeno per quanto la riforma delle competenze delle maggiori istituzioni europee.
A tal proposito mi permetto di ricordare che qualsiasi modifica che si intenda imporre al sistema sociale deve essere supportata dalle necessarie riforme sotto il profilo giuridico.
Per quanto riguarda gli auspicati passi verso una sempre maggiore integrazione europea, sarebbe a mio avviso necessario formulare proposte di riforma per quanto riguarda le competenze del Parlamento europeo e ovviamente della Corte di Giustizia che dovrebbe in futuro assumere sempre più le sembianze di un Tribunale ordinario con competenza territoriale estesa entro i confini dell'Unione Europea.
Purtroppo perché entrambe le modifiche implicherebbero apprezzabili rinunce di sovranità da parte di Stati membri, ritengo che sarà molto difficile giungere ad una soluzione definitiva del problema.
Esistono tuttavia alcuni temi - il ruolo del cittadino europeo nei confronti delle Istituzioni, la formazione professionale intesa come lotta alla disoccupazione, la protezione sociale, la sicurezza e l'igiene negli ambienti di lavoro, la definizione di un concetto comunemente accettabile di parità tra i sessi - di cui si dovrà occupare con l'intenzione di definire immediatamente le linee della futura politica economica e sociale europea.
Oltre a queste tematiche che benché ampiamente discusse, necessitano di ulteriori approfondimenti, sarà necessario confrontarsi ai fine di individuare strumenti idonei per consentire al cittadino di accedere in maniera semplice ed efficace a tutte le fonti di informazione, opportunità e benefici che gli vengono riconosciuti in forza dell'indiscusso status di cittadino europeo.
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