UN PO' DI STORIA DELL'MFE

Il Movimento Federalista Europeo è stato fondato a Milano nell’agosto del 1943 per iniziativa di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi ed altri personaggi della Resistenza, cui subito si unirono protagonisti della cultura e della politica italiana, tra i quali Leone Ginzburg, Manlio Rossi Doria, Vittorio Foa e Ludovico Belgioioso, reduci da esperienze di confino e di militanza antifascista.

I fondatori dell'MFE si riproponevano l’istituzione immediata di una Federazione Europea democratica pronta ad accogliere tutti i paesi che ne avrebbero condiviso il programma e gli ideali.

Alla base del movimento è il manifesto di Ventotene redatto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con Eugenio Colorni, già nel 1941 durante il loro confino sull’isola omonima. Nel 1946 seguirono le prime riunioni internazionale in Svizzera e a Parigi alla quale aderirono, tra gli altri, anche Albert Camus, Gerge Orwell, André Philip, e si costituì l'Unione Europea dei Federalisti della quale fece parte anche il MFE; mentre all'agosto del 1947 risale il primo Congresso internazionale dell'UEF, con la presenza di relatori come Luigi Einaudi Ignazio Silone, Ferruccio Parri, Piero Calamandrei, Gaetano Salvemini.

Uno dei momenti di maggior impegno comune di uomini politici e di federalisti si ebbe al Congresso dell'AIA, nel maggio del 1948 che, pur deludendo molte delle speranze dei federalisti, diede vita al Consiglio d'Europa e al Movimento Europeo.

Gli anni 1952-53, videro al fianco dell'MFE, Alcide DeGasperi; il quale si impegnò affinché il progetto Schuman, che diede vita alla CECA, fosse affiancato anche da una Comunità europea di difesa (CED) che contenesse i germi di una futura comunità politica europea.

Il MFE considera la realizzazione della federazione europea non come un fine a se stesso ma come il mezzo per l'attuazione della giustizia internazionale e della "pace perpetua" auspicata già da Immanuel Kant. La federazione europea negli obiettivi dei federalisti, costituirà il primo esempio di pacificazione irreversibile tra le grandi nazioni della storia ed aprirà la strada ad altre federazioni regionali in altri continenti ed, infine, ad una federazione mondiale. In questa prospettiva, sin dalla sua fondazione, il Movimento Federalista Europeo ha sostenuto che non è possibile costruire gli Stati Uniti d'Europa senza la partecipazione del popolo.

Tale consapevolezza è anche alla base dell'iniziativa che ha contrassegnato la seconda metà degli anni 50, cioè "il Congresso del Popolo europeo", dove i cittadini venivano invitati ad eleggere propri delegati al fine ultimo di convocare una Assemblea costituente europea. Uomini politici, della cultura, del mondo sindacale ed industriale sono fra i protagonisti di queste elezioni che mobilitano centinaia di migliaia di persone in tutta Europa. Fra gli italiani si possono ricordare: Mario Albertini, Vincenzo Arangio Ruiz, Norberto Bobbio, Luciano Bolis, Giuseppe Caron, Andrea Chiti Batelli, Gustavo Colonnetti, Adriano Olivetti, Marco Pannella, Peretti-Griva, Umberto Serafini,

Sempre per garantire la partecipazione popolare all'integrazione del Continente l'MFE si è battuto affinché i membri del Parlamento europeo fossero eletti direttamente dai cittadini europei; il risultato fu raggiunto a partire dal giugno 1979, data nella quale si sono svolte le prime elezioni a suffragio universale diretto. La risposta degli europarlamentari al mandato loro conferito dai cittadini non si è fatta attendere.

Grazie alla coraggiosa iniziativa di Altiero Spinelli, il fondatore dell'MFE scomparso nel 1986, e di un gruppetto di altri parlamentari detto il Club del Coccodrillo, l'assemblea di Strasburgo approva il 14 febbraio 1984 un progetto di trattato per l'Unione europea. Esso costituisce ancora oggi il più solido contributo per dotare l'Unione europea di un governo politicamente responsabile di fronte un parlamento dotato di autentici poteri legislativi e di controllo politico, di una moneta e di una capacità autonoma di politica estera. Il "progetto Spinelli", tuttavia, bloccato dai governi degli Stati membri non è stato, allora, realizzato.

Il Movimento Federalista Europeo ha ripreso pertanto la sua iniziativa lanciando in tutti i paesi europei la campagna per la federazione europea, che ha come obiettivo primario la mobilitazione dell'opinione pubblica, affinché si giunga alla redazione ed approvazione di una Carta Costituzionale per l'Unione europea. Tale campagna, che tuttora è in atto, ha avuto in Italia un capitolo importante il 18 giugno del 1989, quando, su iniziativa dell'MFE si è tenuto un referendum sull'attribuzione di un mandato costituente al Parlamento europeo che ha assicurato un amplissimo consenso alle tesi dei federalisti: l'88 per cento degli italiani, infatti si è dichiarato favorevole.



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