dichiara
che la conclusione della Conferenza Intergovernativa ad Amsterdam ha prodotto risultati ancora peggiori di quelli da noi previsti e che il nuovo Trattato non è in grado di rispondere a nessuna delle sfide che si erano individuate nel corso degli ultimi due anni: in particolare non si sono realizzati l’avvicinamento del cittadino all’Unione e la predisposizione di una struttura istituzionale capace di funzionare efficacemente e democraticamente in un’Europa che porta avanti progetti di ulteriore allargamento;
denuncia
che nel Trattato di Amsterdam non si sono fatti passi in avanti, particolarmente, sulle seguenti questioni :
· non è stato inserito un elenco dei diritti civili e sociali del cittadino europeo e non è stato raggiunto nemmeno l’obiettivo minimo di rendere l’Unione Europea soggetto autonomo di diritto internazionale all’interno della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4/11/1950;
· la comunitarizzazione del terzo pilastro è stata, di fatto, rimandata di almeno cinque anni e le nuove norme contengono elementi preoccupanti sia dal punto di vista delle garanzie democratiche che da quello specifico delle competenze della Commissione;
· il necessario consolidamento e miglioramento dell’efficacia della politica estera e di sicurezza comune non è in alcun modo avvenuto: procedure ancora più tortuose e di pura natura intergovernativa continueranno a perpetuarne il fallimento in occasione di crisi internazionali;
· la facoltà della Commissione, unico vero organo sovranazionale, di rappresentare l’UE in momenti cruciali delle relazioni economiche internazionali; risulta essere stata indebolita, in campi strategici per lo sviluppo della competitività europea,
· la trasparenza di tutti gli atti dell’Unione rimane ancora poco tutelata e la necessaria semplificazione del Trattato non è stata in alcun modo raggiunta;
· il nuovo capitolo sull’occupazione risulta essere solo una dichiarazione d’intenti, priva di concretezza;
· le fondamentali riforme istituzionali sono state, di fatto, rinviate e l’ampliamento parziale delle materie sottoposte alla procedura di codecisione non risponde in modo sufficiente alla necessaria democratizzazione e razionalizzazione delle procedure legislative all’interno dell’Unione;
afferma
che solamente lo Stato Federale Europeo è in grado di garantire ai cittadini europei un reale progresso e uno spazio istituzionale europeo capace di difendere le loro esigenze e quindi di meritare la loro fiducia, superando gli interessi particolaristici dei governi nazionali che hanno ancora una volta dominato ad Amsterdam;
chiede
- che l’azione del Movimento Federalista Europeo si rivolga alla società civile e alle forze politiche affinché prendano atto del fallimento di uno strumento quale la Conferenza intergovernativa e in suo luogo si impegnino ad avviare al più presto un processo costituente in Europa che garantisca la partecipazione dei cittadini e che riconosca il ruolo primario del Parlamento europeo;
- che il Parlamento europeo dimostri di assolvere in pieno al suo ruolo di garante dei cittadini europei, votando una risoluzione fortemente critica rispetto ai risultati raggiunti dalla CIG;
- che i parlamenti nazionali vincolino, con chiarezza, al momento delle procedure nazionali di ratifica i propri governi con la richiesta di rinuncia futura a qualsiasi strumento di revisione dei Trattati che non ponga il PE sullo stesso piano dei governi degli Stati membri.